Roche ha annunciato in occasione del Congresso 2022 dell’European Hematology Association di Vienna, i nuovi risultati di follow-up a lungo termine e di sotto analisi di studi clinici su terapie già approvate o sperimentali del suo ampio portfolio in ambito ematologico. I dati includono quelli dell’analisi finale dello studio di fase III Gallium, diobinutuzumab in combinazione a chemioterapia in pazienti con linfoma follicolare in stadio avanzato non precedentemente trattato, e alcune sotto analisi dello studio di fase III Polarix dipolatuzumab vedotin in associazione arituximab più ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone (R-Chp) in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) non precedentemente trattato. Roche ha inoltre presentato anche i dati dei suoi programmi di sviluppo degli anticorpi bispecifici T-cell engaging, mosunetuzumab e glofitamab in pazienti in linee avanzate di terapia per linfoma non Hodgkin (Nhl, non-Hodgkin lymphoma), e cevostamab e RG6234 nel mieloma multiplo recidivante o refrattario.
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Tumori del sangue, Roche annuncia risultati positivi per nuovi trattamenti
10 giugno 2022 | 16.16
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Presentati i dati di follow-up a lungo termine al congresso dell’European Hematology Association
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Foto di repertorio – FOTOGRAMMA
Roche ha annunciato oggi, in occasione del Congresso 2022 dell’European Hematology Association di Vienna, i nuovi risultati di follow-up a lungo termine e di sotto analisi di studi clinici su terapie già approvate o sperimentali del suo ampio portfolio in ambito ematologico. I dati includono quelli dell’analisi finale dello studio di fase III Gallium, diobinutuzumab in combinazione a chemioterapia in pazienti con linfoma follicolare in stadio avanzato non precedentemente trattato, e alcune sotto analisi dello studio di fase III Polarix dipolatuzumab vedotin in associazione arituximab più ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone (R-Chp) in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) non precedentemente trattato. Roche ha inoltre presentato anche i dati dei suoi programmi di sviluppo degli anticorpi bispecifici T-cell engaging, mosunetuzumab e glofitamab in pazienti in linee avanzate di terapia per linfoma non Hodgkin (Nhl, non-Hodgkin lymphoma), e cevostamab e RG6234 nel mieloma multiplo recidivante o refrattario.
“I tumori ematologici – ha detto Levi Garraway, Md, Phd, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development – sono difficili da trattare in tutti gli stadi. Tuttavia, migliorando le opzioni di trattamento in prima linea, miriamo ad aumentare la probabilità di ottenere benefici clinici significativi per i pazienti. Con questi nuovi dati, e con gli studi a lungo termine su altre terapie a durata fissa presenti nel nostro portfolio – spiega – rafforziamo il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative, che possano non solo diminuire la necessità dei pazienti di trattamenti a lungo termine, ma anche ridurne le ripercussioni ad essi associati”.
Dopo otto anni di follow-up in pazienti con linfoma follicolare precedentemente non trattato, con obinutuzumab in combinazione con chemioterapia è stato mantenuto un significativo miglioramento della Pfs (Progression free survival), la sopravvivenza libera da progressione, confermando il suo ruolo di standard di cura per il trattamento di prima linea. La Pfs a sette anni è risultata significativamente migliorata con obinutuzumab in combinazione a chemioterapia (63,4%) rispetto ad arituximab più chemioterapia (55,7%). Questo si è tradotto in un maggiore tempo al successivo trattamento anti-linfoma: a sette anni, il 74,1% dei pazienti trattati con obinutuzumab più chemioterapia non aveva ancora iniziato una nuova terapia rispetto al 65,4% di quelli trattati con rituximab più chemioterapia. L’incidenza di eventi avversi gravi è stata del 48,9% con obinutuzumab più chemioterapia e del 43,4% con rituximab più chemioterapia
Analisi esplorative di sottogruppo dello studio di fase III Polarix – condotto con polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp rispetto all’attuale standard di cura rituximab più ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone nei pazienti con Dlbcl precedentemente non trattato – supportano ulteriormente il potenziale dipolatuzumab vedotin di modificare lo standard di cura per questo linfoma aggressivo.
